simona – pinuccio – mario – angela – monica – giuseppina

Mi è stato spesso chiesto quali sono gli alunni che ricorderò di più.Ho sempre risposto “tutti,naturalmente!” ed è così. Ma ci sono alunni che ricorderò più di tutti e che non potrò dimenticare mai:Angela,Pinuccio,Mario,Simona,Monica e Giuseppina.In una bella canzone dedicata ai suoi alunni il Prof-cantante Roberto Vecchioni dice:”una me la ricordo più di tutte/è strano  è proprio quella che non c’è/manca una sola luce questa notte ….“.Per me non è poi tanto strano e nel mio cielo mancano sei luci.

pink floyd

La luce di Angela si è spenta a 15/16 anni,nei mesi che seguirono il terremoto del 23 novembre del 1980.La vedo ogni volta che la cerco  :intelligente, timida, riservata, dignitosa,semplice e sfortunata.Frequentava il primo anno del liceo scientifico di Atripalda per la seconda volta.Era stata respinta l’anno precedente. Aveva  seri problemi di salute che le causavano frequenti amnesie. Ci siamo attivati con altri colleghi per aiutarla in sede di scrutinio finale.Ma avevamo fatto i conti senza l’oste,che vestiva i panni di un Preside poco incline ad aiutare ragazzi con problemi. In quella occasione,conoscendo bene questo SIGNOR PRESIDE(non so se dire “pace all’anima sua“) sono stato “disonesto“.  Alla fine del II q. ho chiamato Angela nella sala professori e le ho fatto rifare tutti i compiti in classe così da poterla presentare con la sufficienza.Ricordo ancora il suo stupore.Non riusciva a capire il perchè.Per convincerla le ho detto   che avevo perso i suoi compiti e che,quindi,avevo bisogno del suo aiuto.Altri colleghi di discipline con prove scritte non avevano fatto la stessa cosa ritenendo che non ci fosse bisogno di commettere un falso:era un caso umano e quindi risolvibilissimo all’interno della “umanità” del consiglio di classe.Quando il Preside chiese di giustificare i “5” leggendo i voti riportati nelle varie prove scritte,in presenza di voti estremamente negativi,non esitò a mettere in difficoltà i colleghi chiedendo la bocciatura.Il consiglio,per alcuni versi drammatico con urla e pianti di qualche collega, durò alcune ore e si chiuse con una votazione a maggioranza e con le ultime parole famose del Signor Preside”così l’abbiamo aiutata a curarsi meglio“.Angela apparentemente non ne aveva fatto un dramma e aveva accettato il “verdetto” negativo.Si era riscritta alla stessa scuola l’anno successivo ma non aveva ancora risolto i suoi problemi.Il terremoto ha fatto il resto.Costretta a vivere con la sua famiglia in un’aula di una scuola ,costretta ad utilizzare un bagno in comune con le altre famiglie terremotate,lei che era riservata,ha pensato di togliere il disturbo.Una mattina è ritornata nella sua casa inagibile per non uscirne mai più.

Pinuccio e Mario sono stati i miei primi alunni-amici.Frequentavano l’ultimo anno dell’ITC di Sant’Angelo dei Lombardi, Mario nel Corso A e Pinuccio nel Corso B.Erano cugini.Non c’era molta differenza d’età tra noi e a me,ex sessantottino,piaceva molto dissacrare il ruolo del Professore con la P maiuscola(ero al primo incarico) e giocare ad essere amico più che prof..  Nella mia ora Pinuccio era un alunno modello, anche se veniva un po’ penalizzato nella valutazione leggermente inferiore a quella che avrebbe avuto se non fosse stato amico mio.Non si è mai lamentato.Ci siamo divertiti insieme e Mario ed io lo prendevamo in giro perché aveva la “cotta facile”e rifiutava le avances dell’unica ragazza(ovviamente in quel periodo)che aveva una cotta per lui.Mario,invece,non aveva di questi problemi.Era un bel ragazzo,come lo era Pinuccio,consapevole del suo fascino che sfruttava a dovere.Ci incontravamo tutte le mattine sulla corriera per Sant’Angelo e,a volte,ero loro ospite a pranzo quando c’erano impegni pomeridiani.Tra i ricordi più belli c’è il “filone” che abbiamo fatto insieme un giorno.Siamo andati ad un piccolissimo Santuario di campagna nei pressi di Nusco,se non ricordo male Fontigliano,insieme ad altri e con una scorta di prodotti genuini portati da loro ed ottimo vino.Il giorno dopo,alla prima ora,  Pinuccio era ovviamente sprovvisto di giustifica e ho annotato sul registro che,non avendo giustificato l’assenza,avrebbe dovuto farsi accompagnare dal padre. Che bello rivedere il suo stupore!Stava per replicare,ma si trattenne.Il rapporto con loro è continuato anche dopo. Non mi sentivo mai ospite a casa loro  quando capitava di fermami senza attendere l’invito,che era scontato.Dopo alcuni anni che non ci vedevamo,Pinuccio mi venne a trovare con moglie e gemelli.Mario lo sentivo a volte telefonicamente ed ogni volta promettevo che sarei passato da lui per conoscere figli e moglie.Mario e Pinuccio se ne sono andati senza avvisare.Prima Pinuccio,e fu Mario a telefonarmi e poi Mario.Ogni volta che passo dal bivio di Nusco sull’Ofantina,guardo verso la collina e li saluto con un “Ciao“.Uno di questi giorni dovrò far loro visita.

Simona è un’alunna della prima generazione,quella dei miei primi anni nel corso L. E’ banale dirlo,ma anche lei era una bella ragazza;graziosa,quando sorrideva si formava una simpatica fossettina sulle guance che faceva da contorno alla sua bellezza.Il nostro rapporto è sempre stato pieno di sorrisi che esprimevano simpatia reciproca.A volte mi chiedeva qualche consiglio sulle solite cottarelle adolescenziali.Lultima volta che l’ho incontrata dopo il diploma,mi ha detto che le mancavano i miei consigli e la mia ironia nel sdrammatizzare le cose e che in un prossimo incontro avrebbe voluto il mio parere su una cosa,non so quale, ma presumo che avesse a che fare con qualche scelta.Il destino ha voluto che non potessi più darle quel consiglio;aveva deciso qualcosa di diverso per lei e l’aveva attesa una brutta sera,su una strada della provincia di Salerno.Era alla guida di una macchina che non è riuscita a controllare.A nulla sono serviti i soccorsi e la degenza presso l’ospedale di Salerno,dove è entrata in stato di coma.I compagni di classe sono andati a farle visita,l’hanno chiamata,invano, nell’estremo tentativo di riportarla indietro.  Anche io volevo andare ed avevo programmato di farlo.Quando ripenso a lei,sognando ad occhi aperti(mi capita spesso durante le mie lunghe passeggiate in montagna con i miei cani),mi immagino accanto a lei,mentre la chiamo e le chiedo di farmi un sorriso;lei riconosce la mia voce,apre gli occhi,mi guarda,mi sorride … ed ecco apparire quelle simpatiche fossettine che mi piacevano tanto.Il sogno finisce e resta l’amarezza per la vita che non le hanno concesso di vivere,per la donna che stava nascendo e che sarebbe certamente diventata.La sua simpatia,il suo sorriso,le fossettine sulla guancia.Ciao anche a te,Simona.

Monica è stata mia alunna per un anno in prima, quando avevo anche qualche classe del Corso M,ma mi è stata sempre affezionata anche dopo.Era una bella ragazza,davvero bella,occhi espressivi,brava nella mia disciplina,dolce,spiritosa e sempre con il sorriso sulle labbra quando mi incontrava.Quando ho saputo,  ci sono rimasto malissimo.Avevo uno scrupolo.L’avevo incontrata un po’ di tempo prima della triste notizia.Era stata lei a chiamarmi.Erano le 11 di sera ed avevo fatto tardi.Avevo fretta perchè dovevo rientrare a casa.La vedevo diversa,più magra e più pallida,più spenta.Glielo feci notare e lei rispose che c’era qualcosa che non andava,niente di grave.Ebbi l’impressione che volesse parlare un po’ con me,ma avevo fretta ed ero anche rassicurato dal fatto che lei avesse detto,sorseggiando una birra, “niente di grave,i soliti problemi di noi giovani“.Quando la ricordo  durante le mie passeggiate in montagna con i miei cani,sento sempre il senso di colpa per non aver insistito quella sera.Certamente non sarebbe cambiato niente,ma avrei potuto fare qualche tentativo.A volte anche un particolare per noi insignificante,può avere una grande importanza per una persona che cerca di uscire dal buio.

Giuseppina è stata mia alunna per tutti i 5 anni nel corso L. L’avevo conosciuta quando andava alla Scuola Media perchè la sorella era già alunna mia e penso che abbia scelto il corso L anche per me perchè le ero risultato simpatico e perchè la sorella,con la quale ho avuto un ottimo rapporto di stima reciproca  tra Prof e alunna e con la quale condividevamo idee politiche comuni,le aveva certamente parlato bene di me(ci sono due sue poesie nel mio SkyDrive  https://skydrive.live.com/sc=photos&cid=bfb37a075a3241e8  nella sezione foto-compiti in classe).L’avevo anche incontrata alla piscina comunale di Mercogliano dove portavo mia figlia.Giuseppina faceva nuoto sincronizzato ed era molto brava. Aveva  interessi vari ed idee simili a quelle della sorella ed una certa sensibilità verso il sociale.Come spesso accade con gli alunni/e che mi sono simpatici,la prendevo spesso in giro e a lei la cosa non dava fastidio perchè aveva capito che nasceva dall’affetto che provavo per lei.Quando mi avevano parlato del gesto di una studentessa universitaria ero molto dispiaciuto perchè  notizie del genere fanno sempre male, soprattutto quando si è genitori e insegnanti   a contatto con i giovani.Alcuni giorni dopo ho saputo che si trattava di lei.Ovviamente ho pensato ad un errore.Non è possibile.Giuseppina,quella che ricordavo,aveva tutto quello che una ragazza potesse desiderare:era bella,  fisico armonioso,simpatica,intelligente e brava a scuola,sensibile(e forse questo a volte può essere un difetto).Non le mancava niente o forse le mancava la consapevolezza di averle queste cose.La sicurezza che ostentava a scuola nascondeva certamente la fragilità che si è manifestata quando è cresciuta.Non so e non ho voluto mai sapere il perchè del suo disagio.Posso immaginarlo.I giovani sono spesso portati a drammatizzare anche quelle sciocchezze che ,una volta  adulti,racconteranno con un sorriso .Non si deve  mai prendere una strada di non ritorno quando non si è molto lucidi.Bisogna saper aspettare un po’ e non aver fretta. Come in ogni cosa della vita,ci vuole anche fortuna:un episodio insignificante,una parola illuminante,un gesto,una carezza,un incontro,un pensiero positivo possono a volte illuminare il buio che ti sei creato intorno  ed indicarti la via del ritorno.Ma c’è bisogno di coincidenze favorevoli e spesso la dea fortuna è bendata.

Pinuccio e Mario,Angela,Monica,Giuseppina, Simona. Avrei voluto ricordarvi piuttosto che dire “non vi dimenticherò!”.

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About rosariomario

retired teacher docente in pensione
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